Ricordi di una “au pair” a Valencia

Era l’estate del 1999, avevo 21 anni e,  complice l’università e la lingua che stavo studiando, presi una decisione: avrei passato qualche mese all’estero! Sicuramente per migliorare la lingua e poi volevo mi ero messa in testa di provare  un’esperienza di cui avevo letto parecchio, andare all’estero come “ragazza alla pari”.

Sono quindi partita per la mia prima esperienza all’estero, da sola, senza genitori, in appoggio da una famiglia dove avrei dovuto fare la baby-sitter ai bimbi e dare una mano in casa.

Ovviamente non c’era internet, ( almeno, nelle nostre case)  e da poco usavo un telefono cellulare ( o meglio, quella scatola gigante che mi portavo dietro!) e quindi mi sono rivolta ad un’agenzia che si occupava proprio di questo, mettere in contatto le famiglie che offrono ospitalità con le persone che desiderano fare questo tipo di esperienza. Ricordo ancora nome e logo: “L’aquilone” che evocava in me quel senso di libertà che mi avrebbe accompagnata per tutta la durata del mio soggiorno. Ci sono state lettere con scambio di fotografie, referenze e poi è arrivato l’ok, sarei partita! Starei stata via 2 mesi. 2 mesi in Spagna! 2 mesi a Valencia!!

Ricordo benissimo la prima cena a casa di questa famiglia, io che non spiccicavo una sola parola ma capivo tutto e loro che cercavano di mettermi a mio agio, comprese le due pesti, Joan e Guillermo, travestiti da angioletti per l’occasione, che mi avrebbero fatto pagare qualsiasi piccolo errore nella loro lingua, sghignazzando tra di loro.

Ragazza “au pair“, però, cosa significa?

Un au pair è un giovane di età compresa tra i 18 e i 30 anni che non è sposato e non ha figli e che, per un determinato periodo di tempo, decide di fare un’esperienza all’estero diventando parte di una famiglia ospitante.

Nel mio caso, sono stata ospitata da una famiglia, e,  in cambio di vitto e alloggio, facevo la baby-sitter e davo un piccolo aiuto in casa. Oltre a questo, avevo una giornata libera per me e una paghetta settimanale (se non erro si trattava di 70mila lire all’epoca direi che erano il giusto e non mi è mancato nulla, anzi!)

Lo riconosco,  sono stata molto fortunata.  In famiglia ho trovato delle persone molto gentili e corrette con me, i bimbi è vero erano delle pesti,  ma gestibili (avevano 7 e 9 anni all’epoca) e vivere in casa con una famiglia spagnola è stato davvero stimolante ed è stata un’esperienza che consiglio davvero perché oltre ad avermi insegnato la lingua, mi ha fatta crescere.

Certo, i primi giorni non sono stati per nulla facili, per fortuna ho un carattere molto socievole e posso affermare che parlo anche con le pietre , ho trovato poi in Angela, la mamma dei bimbi, una degna compagna di chiacchiere con la quale non perdevo tempo per apprendere e praticare lo spagnolo. Non posso che ringraziarla mille volte!  Angela mi ha accolta sempre col sorriso!  È stata un’amica, una confidente e un punto di riferimento in quei giorni. Trascorrevo le mie giornate portando i bimbi al mare e al parco giochi, avevo una camera tutta per me e la possibilità di uscire come e quanto volevo.

Valencia – Plaza de la Reina

Ho poi cercato di organizzarmi per visitare un pò la città e uscivo con le amiche conosciute grazie alle figlie delle vicine di casa, mie coetanee. Il sabato sera discoteca sul mare, locali, amici e le chiavi di casa senza nessun orario di rientro… E cosa potevo volere di più???

Valencia – La Corrida

È stata la prima volta che mi sono sentita totalmente libera e autonoma e lo ero eccome!

Ricordo la me del tempo un po’ ingenua, ma sempre con la testa sulle spalle, ricordo che passavo i pomeriggi in giro per negozi comprando tutte cose che in Italia non trovavo, libricini, giornali, vocabolari, tutto ciò che mi aiutava per apprendere al meglio questa lingua che amo così tanto.  Cercavo cd di cantanti spagnoli, cercavo Jarabe de palo e la sua “la flaca” per poi scoprire che questa canzone in spagna non andava neanche più di moda. Nei miei pomeriggi liberi amavo andare in spiaggia da sola, nelle ore dove non c’era nessuno o quando c’erano le giornate nuvolose  mi piaceva andarmi a sedere sulla sabbia e perdermi a leggere qualche libro o solamente a fissare il mare.  Oh quanto mi manca il piacere di scendere da casa e andare in spiaggia anche per pochi minuti, per una telefonata ai miei o per un sms in tranquillità alle mie amiche. (vi ometto quanto ho poi pagato di bolletta del telefono!! Perché ovviamente non c’era il piano con tariffe economy per il roaming internazionale!!)

E poi, vogliamo parlare della bellissima spiaggia della Malvarrosa??  Una spiaggia libera, lunghissima, dove si trovava sempre il modo di fare amicizia con qualcuno. La sera diventava una passeggiata per raggiungere i locali più belli e le discoteche più “in” del momento. Se chiudo gli occhi, posso catapultarmi in uno di quei locali, all’ aquarela dove suonano “suavemente” e ricordarmi quanti cocktail bevuti su quella spiaggia…

I miei due mesi sono volati ovviamente, sono rientrata con la padronanza della lingua, cresciuta dopo questa esperienza che ha rafforzato ancora di più il mio amore per la Spagna.

Attualmente è tutto più facile, esistono dei siti e delle App dove ricercare e mettersi in contatto con le “ragazze alla pari” che si propongono da tutto il mondo oppure che vogliono venire in Italia per esempio. E  ovviamente non nascondo che mi piacerebbe molto poter rifare questa esperienza ma questa volta per viverla dalla parte opposta, ovvero quella della famiglia ospitante! e come mi riempirebbe di orgoglio che i miei figli mi chiedessero di farlo… proprio l’altro giorno Giulia mi dice, ascoltando alla radio una canzone tipicamente latina in spagnolo…

mamma, io voglio studiare lo spagnolo! Come te!!

Ma a voi… dico.. perché sto raccontando tutto questo??? Beh, oltre che per raccontarvi la mia esperienza, che dopo tutto è stata quasi a costo zero, poichè in questa maniera l’unica spesa di viaggio è il volo per raggiungere la destinazione scelta, il motivo è semplice…

Fra qualche giorno tornerò nella mia Valencia!!

Tornerò a passeggiare per la Malvarrosa, tornerò a visitare il centro storico, passeggiare lungo il vecchio fiume Turia e a mirare il famoso “Miguelete” il campanile della Cattedrale. Come due amanti che non si vedono da parecchi anni saremo entrambe cambiate, io ora adulta e mamma, Valencia rinnovata e con tantissimo da vedere!! sicuramente troverò una città nuova e con molte più attrazioni turistiche di come l’ho vissuta io.

Avremo la possibilità di fare un’interessante esperienza con l’agenzia TURIART, che organizza tour guidati per famiglie, ma non voglio raccontarvi altro, seguiteci e vi racconterò la mia Valencia!  19 anni dopo!

I miei Piedini in Viaggio si divertiranno a passeggiare su quella spiaggia a me tanto cara… non vediamo l’ora di partire!! Venite con noi??

Prometto che farò delle foto più decenti, sono le foto d’epoca.. perdonate la me 20enne e poco incline alla fotografia!!

 

 

9 Risposte a “Ricordi di una “au pair” a Valencia”

  1. Che bello questo racconto, si sente che c’è ancora emozione, traspare dalle tue parole. E pensa che bello, dopo 19 anni ritornare, nn piu da ragazza, ma da mamma. Valencia è una città molto bella, calda e colorataa al tempo stesso tranquilla. Non vedo l ora di leggere le tue nuove emozioni.

    1. Piedini in Viaggio dice: Rispondi

      Grazie Anna! Felice che dalle mie parole si legga la mia emozione… io amo la Spagna… Valencia è stato il mio primo amore ❤

  2. Che bel racconto di vita. Tempo fa mi è capitato di parlare con una ragazza che sta facendo Lingue e che non riesce a passare l’esame di Spagnolo (credo l’abbia dato 3/4 volte con esito negativo). Le ho consigliato di mollare tutto e di partire per una vera esperienza “immersiva” alla volta della Spagna. Purtroppo lei non ha una grande disponibilità economica e fare la ragazza au pair secondo me potrebbe essere una soluzione percorribile.
    Le farò leggere il tuo post.

    1. Piedini in Viaggio dice: Rispondi

      Giusto! La aiuterebbe parecchio!

  3. Era una cosa che avevo considerato per questa estate, una ragazza da accogliere in casa che poteva alstare con i bimbi. Poi ho cambiato programmi e non ho approfondito l’argomento

  4. È stata davvero una bellissima esperienza, si sente dal tuo entusiasmo! Sono sinceramente felice per te, e tornarci oggi probabilmente sarà super emozionante!

  5. a 21 anni chiavi di casa e nessun limite di orario, all´estero, in Spagna , a Valencia! Heheheeh bella vita Ste! divertitevi a Valencia tutti e 4, mi raccomando, impegnati con le foto!

    1. Piedini in Viaggio dice: Rispondi

      Sí, è stato un periodo bellissimo!! Mi impegno dai, ci provo 😉

  6. Sono esperienza che vanno fatte secondo me! Tu restano dentro e ti accrescono molto più tanti libri

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