Una settimana in giro per l’Albania

Oggi ospitiamo sul blog una famiglia che ci parla di una meta ancora poco battuta, l’Albania!

Scopriamo insieme a loro cosa può offrire e l’itinerario che hanno seguito!

 

Siamo Davide, Barbara e Ginevra (1 anno e 3 mesi), abbiamo sempre gironzolato per il mondo, soprattutto per causa mia (Barbara) che amo sfruttare le vacanze per vedere cose nuove e fare nuove esperienze, il riposo mi sta stretto!

Quest’anno complice la possibilità di andare via solo nelle settimane centrali di Agosto e quindi con prezzi altissimi, abbiamo svicolato verso l’Albania, che è ancora fruibile per il momento. Ecco quindi la nostra esperienza di una settimana nel paese delle aquile!

 

14 Agosto, partenza e Valona

Partenza da Milano (purtroppo l’aeroporto di Torino sull’internazionale è davvero davvero scarso e costava meno andare a Milano e parcheggiare l’auto) con Blu express, anche se all’andata abbiamo volato con un aereo di Albawings, molto più ampio come sedili. Per la prima volta abbiamo caricato passeggeri ad andata e ritorno con Bla Bla Car e consiglio la scelta!
Niente da ridire sul volo, abbiamo potuto imbarcare due dei tre bagagli a mano ed un passeggino gratuitamente, che con il senno di poi non avremmo dovuto portare visto che non l’abbiamo mai usato! Per Ginevra abbiamo comprato una valigia Trunki e lei l’ha spinta per tutto l’aereoporto con grande entusiasmo, diciamo che va benissimo come passatempo. E’ ancora un po’ alta per lei come cavalcabile, ma devo dire che è bella robusta anche se leggera.
Per quanto riguarda il volo in se, la piccoletta ha provato a smontare il tavolino del sedile un paio di volte, ha guardato fuori dal finestrino, si è attaccata alla tetta e si è addormentata prima del decollo, svegliandosi solo nelle ultime fasi dell’atterraggio a rimirare di nuovo il panorama dal finestrino. Liscissimo!

Atterrati a Tirana con leggero anticipo, siamo subito incappati nei problemi. Nonostante la banca ci avesse assicurato che il bancomat avrebbe funzionato, alla fine abbiamo dovuto fare tutta la vacanza appoggiandoci sulla carta di credito che fortunatamente avevamo e non su tutti bancomat. Sostanzialmente alla fine abbiamo prelevato solo dai circuiti Union Bank e pochi altri, ed abbiamo pagato con il POS solo in un locale in tutta la vacanza. C’è da dire che sono pochissimi che prendono le carte, benzinai compresi, e vogliono tutti i contanti.

In ogni caso facciamo una SIM Vodafone albanese con 20 Gb di internet, all’aeroporto ti intercettavano direttamente all’atterraggio per proporla, ed andiamo al noleggio auto “Sicily by car” (si lo so, ironico). Un po’ di disorganizzazione con il noleggio, che nelle note non diceva che sarebbero venuti a prenderci e quindi siamo andati a piedi, e ci hanno consegnato l’auto con quasi due ore di ritardo. Niente di irreparabile, ma noi e bimba stavamo morendo di fame! L’auto è una Dacia Sandero Stepway, utile per le molte strade sterrate o sconnesse e con un bel bagagliaio ampio.

Riusciamo finalmente ad iniziare il nostro viaggio, prima tappa… Un centro commerciale a Tirana, perché la bretella dello storico zaino si è già rotta e dobbiamo mangiare. Per questa volta un panino rapido, e scopriamo già che in Albania il pasto leggero non esiste, in genere ti grigliano qualcosa ma anche il panino che abbiamo preso è fatto con pane al formaggio e pieno di qualsiasi cosa!

Finito il pranzo, comprato uno zainetto mentre Ginevra si fa intrattenere giocando a pallone con la commessa del negozio di articoli sportivi, è davvero ora di metterci in macchina per puntare alla nostra prima tappa, Valona. Prima annotazione: per quanto avessimo calcolato in eccesso i tempi di spostamento in auto, in realtà sono ESTREMAMENTE più lunghi di quello che pensavamo. Tra guida non proprio eccelsa, strade sconnesse, lavori in corso senza deviazioni segnalate e traffico che al minimo problema si imbottiglia, è facile allungare di parecchio le tappe. Il seggiolino che ci hanno noleggiato non è il top (ma nessuno lo usa lì) e purtroppo Ginevra dorme penzolando un po’ con la testa, ma almeno si fa quasi tutti questi spostamenti ronfando alla grande.

Arrivati a Valona troviamo il primo pernotto la Guesthouse Landi. Un piccolo appartamento di cucina, bagno e camera da letto con letto a castello e matrimoniale. Essenziale a 19€ a notte, peccato che il mare lì vicino era davvero davvero sporco, con mucchi di immondizia. Ma questo è un difetto presente in tutta l’Albania, alcune zone meno, altre più, ma sempre presenti.
Si tratta comunque solo di una notte di appoggio, quindi bagno rapido a dire di aver visto il mare e cena alla Taverna Te Lilo, ristorante casalingo dove si mangia ottimo pesce e personale che parla anche italiano.
Abbiamo tentato anche una passeggiata nella via principale, ma eravamo  tutti e tre stanchi, Ginevra cominciava ad essere intollerante al mondo e quindi siamo andati a dormire.

bagno a Valona
Primo bagno al mare di Ginevra a Valona. Spiaggia di sabbia scura e fine

 

15 Agosto, Zvernek e Himare

Lasciamo la prima Guesthouse e cerchiamo dove fare colazione, scoprendo in un bar lì di fianco che 1) gli albanesi sono ospitali e prodighi ad aiutarti e 2) che la colazione non è come da noi, ed abbiamo mangiato salsiccia grigliata ed insalata. Volendo in molti avevano anche la birra al tavolino, ma ci sembrava eccessivo ed abbiamo optato per il caffè, senza grappino!

A questo punto ci spostiamo di poco verso l’isola di Zvernek che ha un piccolo monastero, ma soprattutto la particolarità è il ponte di legno che per raggiungerla attraverso il pezzo di laguna. Piccolino il monastero, particolare il ponte, occhio che se non si va al mattino presto ci si trova imbottigliati nel traffico del parcheggio (almeno ad agosto).
E dopo aver preso un po’ di vento sul ponte, ci rimettiamo in auto per scavallare un po’ di colline ed arrivare ad Himare, la prossima tappa. I panorami lungo la strada sono davvero spettacolari, ma la sosta a vederne uno ci è costato il risveglio di Ginevra, che abbiamo scoperto patire le curve in montagna da sveglia… Una bella vomitata in macchina ci mancava un sacco, sigh! Meno male che eravamo quasi arrivati, sosta a pulire tutto al meglio possibile con le salviette, e poi lavaggio una volta arrivati a destinazione.

Il nostro alloggio ad Himare è la guesthouse The Grandfather’s Room, una stanza con bagno nella cascina di una anziana signora che parlava solo greco (abbiamo dedotto dopo due giorni, da qualche parola e vedendo i libri in casa!) con cui però abbiamo comunicato egregiamente a gesti. 30€ a notte con colazione inclusa, e parlare di colazione è riduttivo perché abbiamo saltato pranzo in entrambi i casi, un carico di uova, frutta, verdura, marmellata, formaggio, tutto fatto in casa. Ed alla nostra partenza ci ha regalato frutta e biscotti per la bambina.

Dopo una piccola sosta a pulire auto e seggiolino e posare i bagagli, siamo andati alla spiaggia di Dhermi su consiglio ricevuto al bar la mattina durante la colazione. Spiaggia di ciottoli, carina e raggiungibile in auto, qua non abbiamo preso l’ombrellone essendo già pomeriggio inoltrato, ma i costi sono più o meno gli stessi ovunque e sono irrisori, vanno dai 300 ai 700 Lek, equivalente di 2-6,5€.

La sera siamo andati sul lungomare di Himare, che è molto carino e vivibile, non fosse che il traffico si impantana in modo inverecondo nelle uniche due vie che passano nella città (e per parcheggiare dovevamo attraversarla). Meglio andare presto e venire via tardi, evitare come la peste l’orario tra le 20 e le 21, anche perché in molti lasciano la spiaggia intorno alle 19.30/20 e quindi c’è il doppio spostamento in corso.

Cena in un locale di cucina albanese/greca, I Love Souvlaki, prezzi leggermente sopra la media, ma parliamo del centro città sul lungomare (e comunque per noi sono largamente accettabili), con Ginevra che crolla nel marsupio direttamente, troppe cose in questi giorni!

Dhermi – spiaggia ghiaiosa

 

16 Agosto, Himare

La mattina ci svegliamo ben tardi, con la colazione da campioni di cui sopra servita nel cortile all’ombra del vigneto e le cose bagnate già raccolte e piegate dalla signora che ci ospita. Un passaggio del figlio che parla inglese ed un poco di italiano ci consiglia la spiaggia di Livadhi, precisamente lo stabilimento Saint Marcus Beach e seguiamo il consiglio. Una bella spiaggia anche qua di sassolini, parcheggio ampio e stavolta prendiamo ombrellone e due lettini al solito prezzo bassissimo. Data la colazione gigante, per pranzo optiamo nel bar per una “fruit salad” e ci arriva un piattone gigantesco di ottima frutta che abbiamo apprezzato (per 700 lek se non ricordo male, circa 6/7€) e con la gentilezza di portarci due forchette grandi ed una forchettina per la bimba, senza neppure chiedere. Il mare è bello, cristallino e con poche onde, assolutamente accessibile anche per una bimba piccola e lo stabilimento ha il pro della musica non troppo alta… Purtroppo la maggior parte sembrano discoteche all’aperto!

Ginevra sta facendo orari un po’ casual oramai, ha fatto un sonnellino lungo prima di pranzo, pranzo, bagno, verso metà pomeriggio proviamo a rientrare alla guesthouse per farle fare un sonnellino, ma per quanto dica “nanna” non pare esserci modo, allora la metto nel marsupio e facciamo un giro a vedere il castello di Himare che abbiamo di fianco alla guesthouse. Una delusione, perché quello che abbiamo visto sono state appena due rovine, dato che dopo aver pagato il biglietto ad un signore alla base del paesino intorno al castello, una volta in cima ci vediamo arrivare incontro una signora. Deduciamo essere una guida, ed in effetti ci indica una chiesetta protestante in mezza rovina, ci indica un passaggio per arrivare a vedere il panorama da due finestrelle, e poi ci devia al suo bar con terrazza, fuori dal castello. Tempo visita: due minuti.
Non so se c’era altro da vedere o meno, sicuramente è in rovina e non curato, ma questo trascinarci nel bar non ci è piaciuto molto. C’è da dire che è stata l’unica visita andata così, quindi pazienza.

In ogni caso il sonnellino non pare arrivare, allora ci mettiamo in macchina per andare ad Himare a cena nuovamente, Ginevra si addormenta nel seggiolino, la trasferisco nel marsupio e ci rendiamo conto di aver lasciato i soldi in valigia… Che fare? Prelevare di nuovo o tornare a prenderli? Optiamo per la seconda, ma io resto a passeggiare sul lungomare per non svegliarla di nuovo. Ebbene, prelevare di nuovo sarebbe stata una scelta migliore, visto che era il temibile orario del traffico ed ho passeggiato per quasi un’ora. Fortuna che Ginevra si fa un bel sonno così e quando ci ricongiungiamo andiamo a mangiare nel ristorante di un albergo in un cortiletto di ulivi, il ristorante Prinos. Buono, prezzi nella media, peccato che molte specialità erano finite (evento riscontrato in molti posti questo). Passeggiata sul lungomare e dritti a dormire che domani si riparte.

 

Acqua cristallina e bimba felice!

 

17 Agosto, Porto Palermo, Saranda

Altra super colazione dalla signora greca, molti saluti e baci alla bimba, pere, biscotti ed un sacchetto di origano in regalo e partiamo alla volta di Saranda. Lungo la strada ci fermiamo al promontorio di Porto Palermo, ed a vedere l’insenatura ci mordiamo le mani per non essere venuti fin qua a fare il bagno, perché l’acqua è cristallina, bassa e praticamente ferma, Ginevra si sarebbe divertita un mondo! Non è però fattibile fermarci ora, perché non c’è una doccia per sciacquarci dal sale e ore di viaggio così c’è da grattarsi. Rinunciamo al bagno lì e facciamo un giro al castello (200 lek) che è una bella struttura massiccia ma come molte spoglio e non molto ben tenuto a livello sicurezza e pulizia. Una delle cose che mi è dispiaciuto di più di questa vacanza è stata proprio non poter lasciare Ginevra a scorrazzare nelle visite, ma solo nel marsupio, perché troppo pericoloso.

Ci rimettiamo in auto con bimba che nella visita si è addormentata e riusciamo a portarla fino a Saranda così, con grande gioia. La prossima tappa è nel centro della città, vicino al mare. Siamo ospiti a Villa 28, quasi impossibile da trovare senza le foto di booking della facciata, ed una signora che parla pochissimo inglese e niente altro ci accompagna da lì ad un appartamento veramente ampio (soggiorno con cucina, camera da letto, bagno, balcone) comodo e pulito… Peccato per i letti davvero duri, il gabinetto guasto che ci ha allagato il bagno, la tavoletta del gabinetto rotta, molte lampadine bruciate ed il frigo che anche al minimo ghiacciava le cose. Insomma bello ma nei dettagli si perdeva proprio! In ogni caso 30€ a notte per un appartamento a due passi dal mare non si vede da nessuna parte, quindi non possiamo lamentarci.

Ci piazziamo in casa e facciamo una passeggiata fino alla spiaggia più vicina, anche qua ciottoli, più grandi delle altre spiagge, poche onde e volendo ombrelloni, ma essendo tardo pomeriggio non li abbiamo presi. Abbiamo però comprato un paio di mini-braccioli all’equivalente di 2€ circa che sono stati un successo apprezzatissimo.

Bagno, merenda in spiaggia e poi rientro a casa per lavarci ed andare a cena da Taverna Fish Filipi, letteralmente una pescheria che ha una terrazza di fianco dove serve il pesce (ovviamente). Ottima cena a prezzi bassi, ma Ginevra comincia a dare segni di insofferenza al caos della gente intorno, difatti optiamo per fare spesa per la colazione e la cena del giorno dopo (un piccolo supermercato aveva praticamente metà dei prodotti sugli scaffali italiani, e ci siamo tolti il dente con un pacco di pasta ed una confezione con due barattoli di sugo pronto).
Una passeggiata nel lungomare di Saranda ci fa capire che qua è proprio zona turistica, ampio, lunghissimo, pieno di locali e bancarelle e frequentatissima.

Saranda nei pressi dell’Aloah beach

 

18 Agosto, penisola di Ksamil

Colazione in casa oggi, con yogurt e le pere lasciate dalla signora di Himare, e ci mettiamo in auto per andare verso la penisola di Ksamil. Lungo la strada vedo che c’è traffico intensissimo e scegliamo allora di girare intorno al “lago” (è in realtà un tratto di mare chiuso) ed arrivare da sotto, con il coreografico passaggio dello stretto con la chiatta dove caricano 4 auto alla volta e fanno avanti ed indietro.
Appena oltre la chiatta ci fermiamo al parco nazionale di Butrinto, un bel parco archeologico ampio e per la maggior parte in ombra. Unico problema, ci siamo dimenticati l’acqua a casa, avevamo solo la bottiglietta per Ginevra (che comunque usufruisce anche della tetta) e per trovare il bar dove comprarla siamo diventati matti, cuocendo per un paio d’ore tra le rovine e questo ci ha dato una bella botta di calore tanto che ci siamo trovati entrambi con un gran bel mal di testa purtroppo.

Il parco è comunque bello, tenuto molto meglio di altri, con mappa e una sicurezza relativamente maggiore tanto che ho potuto “sguinzagliare” un po’ di volte Ginevra in giro. Usciti da questo ci siamo avventurati verso Ksamil in cerca di una spiaggia, ma complice l’orario (mezzogiorno oramai) abbiamo dovuto girarne un po’ prima di trovarne uno con ombrellone libero, ed il sole picchiava un po’ troppo per stare senza.
Alla fine ci siamo fermati al bar ristorante Ksamil che aveva ancora due ombrelloni con lettino, preso uno e mangiato sulla loro terrazza, ottima cucina con buoni prezzi e la spiaggia davanti è stretta ma con sassolini ed acqua quasi ferma oppure scogliera in punta al promontorio. E’ un peccato che non ce la siamo goduti moltissimo perché a me è aumentato il mal di testa in modo esponenziale (complice anche il club di fianco con musica altissima e martellante) ed alla fine dopo qualche bagno per la piccoletta ripartiamo in direzione casa, dove dopo la pasta presa il giorno prima, una passeggiata nel marsupio (purtroppo c’è davvero troppa folla per pensare di lasciarla camminare se non per brevi tratti!) ci buttiamo a dormire.

 

Parco di Butrinto – Albania

 

 

19 Agosto, Syri i Kalter, Argirocastro e Fier

Colazione in casa come il giorno prima, a finire le cose in frigo e si riparte, piccolo tratto e sosta a Syri i Kalter o l’occhio blu, una sorgente carsica nell’interno lungo la strada per Argirocastro. Si paga l’accesso, a persona ed ad auto, si fa un bel tratto lungo di sterrata in salita, si arriva in un solito parcheggio un po’ intasato e con un sentiero in una piccola giungla si arriva alla fonte che sgorga da sottoterra, in teoria cristallina e limpida, in pratica non è così perché i divieti di entrare in acqua, nuotare, tuffarsi, gettare immondizia, sono sistematicamente ignorati (abbiamo visto una processione di persone che facevano la coda per fare la foto con i piedi in acqua ed un ragazzo che si è tuffato dal balconcino dove era attaccato un bel cartello grande “vietato tuffarsi”).
Ho visto una fonte simile in Nuova Zelanda ed era davvero di una trasparenza incredibile, qua chiaramente tutto questo via vai ha fatto intorpidire l’acqua, quindi alla fine diventa un niente di speciale in mezzo alla folla, purtroppo.

Ripartiamo un po’ delusi verso Argirocastro dove troviamo molte strade chiuse perché stanno rifacendo la pavimentazione. Camminiamo tra coreografici cantieri a cielo aperto, dribblando operai che scalpellano a mano pietre per la pavimentazione e piccole draghe in movimento e saliamo con grande caldo fino al castello in cima alla città.
La visita al castello sicuramente merita, ma anche qua come in tutti i posti, le informazioni lesinano e la sicurezza e pulizia anche di più, tanto che non mi sono azzardata a tirare fuori Ginevra dal marsupio, visto che si trovavano scale che finivano in pianerottoli senza niente e senza parapetti, “muri di cinta” di 40 centimetri verso cadute di metri di altezza e via dicendo. Niente di irrimediabile, ma correrle dietro con l’ansia che cada nel vuoto è meglio di no!

Finita la visita siamo scesi a mangiare ad un localino frequentato da gente del posto, ristorante Rrapi, piatti tipici all’ombra di un grosso albero per una cifra irrisoria (circa 10€ in due).
E poi siamo scesi ancora dove avevamo lasciato l’auto, a fare un giro nel bunker sotterraneo, uno dei tantissimi presenti nel paese. La visita è guidata ed il ragazzo è stato davvero bravo nella spiegazione, senza la quale l’ambiente è un po’ spoglio per quanto affascinante.

Caricata in auto una Ginevra oramai dormiente, ci siamo rimessi in cammino verso Fier dove abbiamo fatto tappa per la notte questa volta in un albergo vero e proprio (hotel Ne Fier o Kompleksi Gjioni), che per quanto fosse dentro un benzinaio era tutto nuovo e comodissimo, con colazione inclusa a 27,50€ a notte.
Essendo arrivati abbastanza presto abbiamo approfittato per fare un rapido salto in spiaggia a mezz’oretta di auto da lì, fino alla spiaggia Darezeze e Re, niente di esaltante, una lunga spiaggia di sabbia finissima e scura, mare leggermente torbido (ma non sporco) e costi bassissimi, probabilmente perché frequentata solo da gente del posto. Ed un tubo di gomma per sciacquarsi.
Bagno fatto, cena fatta a Fier al locale Taverna, il gestore ha vissuto per molti anni in italia, parla perfettamente italiano e la cucina è una ottima griglieria. Abbiamo fatto l’errore di ordinare troppo, ma era così buono che abbiamo finito tutto ugualmente, soliti prezzi bassi ed accogliente.

In spiaggia

20 Agosto, Durazzo e Tirana

Penultimo giorno di vacanza, l’idea di itinerario odierno era di fare tappa a Berat mentre ci spostavamo verso Tirana, ma abbiamo visto negli ultimi giorni che Ginevra patisce il non poter scorrazzare liberamente nelle visite e che invece ama il mare, quindi decidiamo di saltare Berat (che era tra l’altro un tornare indietro un pezzetto) e deviare invece verso Durazzo, fermandoci in qualche spiaggia poco prima di entrarci. Ci fermiamo infatti alla spiaggia Golem, alla prima uscita della strada principale (una sorta di autostrada ma gratuita e con alcuni incroci, con cui si attraversa abbastanza agevolmente la costa) dove solito lettino a pochissimi lek in terza fila, la spiaggia è di sabbia fine fine e l’acqua calma e pulita. Facciamo il bagno e pranzo al ristorante Rei appena alle spalle della spiaggia. Cucina normale, prezzi soliti, niente di particolare ed anche qua diversi piatti tipici erano finiti (a pranzo a poco più di mezzogiorno mi fa strano, credo non li preparino proprio a volte) ma comunque buono.

Restiamo fino al pomeriggio, così da mettere in macchina Ginevra verso orario di sonnellino e ci avviamo verso Tirana, in direzione del nostro appoggio per stanotte la Tirana Rooms, un ampio appartamento con soggiorno e cucina, dove non era chiarissimo nella prenotazione che avremmo condiviso con altre due coppie (ognuna con la propria camera da letto e chiave per chiuderla), non che sia un problema, ma appunto non era molto chiaro e non so se i coinquilini hanno apprezzato una bimba a fare urletti alle 8 del mattino!

Per stasera finiamo il pacco di pasta ed il sugo presi a Saranda e facciamo solo una passeggiata fino alla piazza principale di Tirana, che è proprio a due minuti di passeggiata, dove cerco di far correre un po’ Ginevra, ma tra biciclette e motorini che la attraversano e lei che vorrebbe correre da sola e non per mano, è decisamente poco fattibile. Riusciamo a “contenerla” in una sorta di piazzetta incavata con gradini dove sedersi e poi le concediamo un giro a 100 lek su una bella giostra in vecchio stile, dove riesce a passare tutti i cavalli e le carrozze con un giro solo! Vediamo però solo da fuori palazzi e moschee vista l’ora ed alla fine rientriamo a dormire a casa in vista dell’ultimo giorno in Albania.

 

21 Agosto, Tirana e rientro a casa

Oggi è l’ultimo giorno, quindi infiliamo tutto nelle valige mescolando un po’ cose pulite e sporche, umide ed asciutte, tenendo fuori solo il necessario per la mezza giornata, lasciamo la stanza e ci incamminiamo verso il Bunkart 1 che è stata in assoluto la migliore visita della vacanza. Uno dei bunker più ampi del territorio, si parla di 5 piani e 106 stanze, ottimamente sistemato per le visite, con moltissime informazioni utili e molte stanze ricostruite come all’epoca. Abbiamo fatto il giro anche senza audioguida ed era perfettamente fruibile, è un po’ fresco ma niente di insopportabile (Ginevra dormiva alla grossa nel marsupio per tutta la visita ed era quindi coperta) e guardando bene tutto come abbiamo fatto noi un paio di ore ci vogliono.

Una volta fuori ci siamo spostati di pochissimo fino alla teleferica Dajti Ekspres che parte da lì di fianco per arrivare in cima ad una delle punte della montagna di fianco, Dajti appunto. La teleferica stessa è una esperienza di suo, lunghissima, dura 20 minuti e porta fino a 1100 metri sul livello del mare, un tragitto in cabine chiuse ma interamente di vetro da cui ammirare un gran panorama sottostante (se non soffrite di vertigini). La stazione di arrivo ha un piccolo parco intorno, un ristorante dove abbiamo pranzato (Fusha e Dajtit) con prezzi appena più cari della media ma ambiente carino, vista spettacolare sulla vallata e cibo buono. C’è anche un minigolf ed una zona per bambini con giostrine e cavalli.

Siamo poi tornati giù all’auto e ci siamo messi in macchina verso l’aereoporto e per quanto avessimo tenuto i tempi larghi siamo arrivati giusti per molti lavori in corso senza segnali di deviazione e neppure un cartello che indicasse l’aereoporto fin quasi all’arrivo.
Imbarcati su un aereo blu-express (molto più stretto dell’andata) Ginevra stavolta è riuscita ad addormentarsi prima del decollo e svegliarsi dopo l’atterraggio, un gran successo, un gran peccato che i bagagli sono arrivati subito ed invece il passeggino (che non abbiamo usato) l’abbiamo dovuto aspettare mezz’ora, essendo da battaglia e costato 20€ eravamo tentati di lasciarlo lì, ma alla fine è arrivato, caricati i passeggeri di Bla Bla Car, direzione casa!

 

Una telefonata dal Bunker

 

Perchè andare in Albania?

La vacanza è andata molto molto bene, ci siamo divertiti, ci siamo anche un po’ stancati, abbiamo avuto i nostri problemi ma mai nulla di insormontabile.
Quindi perché andare in Albania? Perché costa davvero molto poco, la gente è incredibilmente accogliente e disponibile, il mare è molto bello ed è sempre interessante avere a che fare con una cultura diversa. Le strutture da visitare ben tenute sono interessanti ed affascinanti e si trovano piccole perle e scorci qua e là.
Se volete fare una vacanza di relax al mare, Saranda o Durazzo fanno sicuramente per voi, se volete esplorare un po’ di più armatevi di auto o mezzi pubblici ed avventuratevi un poco anche nell’interno. Probabilmente fuori Agosto che la calca di vacanzieri diminuisce, migliora anche molto il traffico e l’incuria di alcuni posti, ma anche così comunque ce la siamo potuti godere molto.
Per i pagamenti i contanti vanno per la maggiore ed anzi molti posti prendono solo i contanti, quasi tutti prendono anche gli euro con un tasso di cambio totalmente variabile che a volte conviene a noi, a volte a loro, ma mal che vada vi trovate a pagare un paio di euro in più. Noi con il prelievo bancomat ci siamo trovati con problemi, ma forse dipende dal nostro circuito, mentre la carta di credito è stata più semplice (ma non la prendevano comunque tutti gli sportelli).

Eventuali problemi che si possono incontrare sono sul lato viabilità, raddoppiate tranquillamente tutti i tempi di viaggio previsti perché il lato imprevisto c’è sempre. Aspettatevi le strade secondarie tutte una buca o sterrati e spesso automobilisti (e motociclisti) spericolati per i nostri standard.
Dal punto di vista di un bambino piccolo, prendete in considerazione che a parte le città principali difficilmente si riuscirà ad andare in giro con il passeggino. Scale, sterrati, sentieri, ecc… Sono all’ordine del giorno in tutte le visite, se avete un marsupio o fascia è l’ideale. Anche perché in alcune visite il concetto di sicurezza è relativo ed è un attimo che finisca in una buca o un parapetto se passeggia da solo.

Le persone verso i bambini sono incredibilmente entusiaste ed affettuose, ho visto bambini, ragazzi ed adulti avvicinarsi a giocarci insieme, a parlarle ed anche spesso a baciarla (lei è comunque una gran baciatrice e dava il via spesso).
Non ho visto nessuno allattare in pubblico, ma d’altra parte non ho ricevuto critiche, commenti e neppure occhiate storte, al massimo qualche commento e gesto affettuoso. Idem non ho visto nessuno con marsupi o fasce, ma di nuovo nessuna occhiata stranita in giro.
Nei locali è impossibile trovare seggioloni e fasciatoi (o almeno noi non ne abbiamo trovato nessuno) ma ce la siamo cavata con la seggiola anche se bassa o su un ginocchio e cambiandola in piedi o su qualche tavolo un po’ discosto indicato dai gestori dei locali.
Il cibo stesso è molto simile al nostro o al greco, qualcosa forse è leggermente più speziato o piccante che da noi, ma tutto fattibile. Molte insalate e verdure, molta carne e pesce, soprattutto grigliati, formaggio quasi solo un tipo, una sorta di feta ed in alcune zone fanno anche la pasta. Ginevra mangia da sempre quello che mangiamo noi, quindi ha semplicemente pescato dai nostri piatti, ha mangiato leggermente meno del solito, ma ha anche preso molto di più il seno (complice essere insieme tutto il giorno, il caldo e lo strapazzo credo) e quindi ha pareggiato in questo modo.
Immagino che nel paese sia la norma il co-sleeping perché le due signore più anziane quando ci hanno mostrato la camera hanno indicato chiaramente il letto matrimoniale per me e la bambina ed il letto singolo per il papà. E non si sgarra mi raccomando!
La maggior parte dei bagni delle strutture avevano una nota: Niente tenda della doccia e spesso neppure il piatto doccia ma solo lo scarico al centro del pavimento. E lavelli piccoli. La nostra bimba è già abituata a fare la doccia con noi e non è stato un problema, ma in caso sappiate che difficilmente potrete fare un bagnetto nella vasca o nel lavello ad un bimbo che non sta in piedi da solo, tocca portarlo in doccia con voi.

Tutte queste comunque sono solo annotazioni per meglio organizzarsi meglio ma se come noi nessuna di queste cose vi preoccupa, lanciatevi pure!

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