La giornata della memoria

Pietre d'inciampo
Il 27 gennaio è il giorno della memoria.
E’ il giorno in cui si cerca di non dimenticare, ma anzi di ricordare il più possibile, gli orrori della furia nazi-fascista.
Proprio oggi voglio raccontarvi cosa sono le pietre d’inciampo, un’iniziativa che, sono sincera, io ho scoperto solo pochi giorni fa navigando in rete, e vorrei condividerla con voi.
Qualche giorno fa infatti, ho saputo che nella mia città, Torino, sarebbe venuto Gunter Demnig (artista ideatore e creatore di questa iniziativa) , per la posa di 8 nuove Pietre d’Inciampo per ricordare le vittime della deportazione nazista e fascista e così ho cercato informazioni su questa iniziativa che trovo davvero molto d’impatto.

Ma cosa sono le Pietre d’inciampo? 

Sono delle piccole targhe di ottone che poi andranno poste su cubetti della dimensione di un “sanpietrino” nel luogo in cui fu fatta prigioniera, sulla quale sono incisi il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. Informazioni che vogliono forzatamente ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. Ogni posa è un vero rito dove l’artista si inginocchia e lucida accuratamente la pietra prima di installarla.
L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera.
 
L’artista alla posa di una pietra di inciampo a Torino

 

Dal 1995, sono state installate oltre 56000 pietre/targhe e in ogni città europea che partecipa a questo progetto esiste un ufficio atto a catalogare le richieste di posa delle pietre,che verranno inoltrate a Gunter Demning che poi le realizzerà per loro.

Il progetto delle Pietre d’inciampo prevede anche un percorso didattico, vengono infatti coinvolte ogni anno e in ogni cerimonia alcuni istituti scolastici di ogni ordine e grado, dove i ragazzi sono parte attiva del progetto. E’ importante che i ragazzi sappiano e portino avanti questa memoria a mio avviso.

Queste iniziative sono molto importanti, noi che non abbiamo (fortunatamente) assistito a queste tragedie, non possiamo capire fino in fondo cosa possa voler dire essere perseguitati e discriminati. La nostra generazione l’ha appreso dai libri in primis e da testimonianze di chi porta avanti queste iniziative lodevoli. Ed è importante sì, seminare il seme della conoscenza perchè aiuta davvero. Quante volte alle scuole elementari ci hanno parlato di Anna Frank?? io fin da piccola ne sono rimasta colpita.. a tal punto che quando la prima volta che sono stata ad Amsterdam con i miei, sapevo poco dei monumenti e le cose da vedere ma una cosa la sapevo… volevo vedere dove Anna aveva scritto il suo libro che avevo divorato a scuola e avrei cercato di capire i suoi sentimenti, le sue emozioni, visitando dove si era nascosta per cercare di scappare… e così.. quasi 2 anni fa ormai, decidemmo di fare il nostro primo viaggio in quattro.

La casa-museo di Anna Frank

Giulia aveva poco più che 2 anni e mezzo e il piccolo Giovanni aveva 8 mesi.
Era un pò che dicevo a mio marito che l’avrei portato in Olanda e con la scusa che ci avrebbe ospitato lo zio (che abita a pochi km da Amsterdam) ne abbiamo approfittato e ci siamo anche sentiti un pò pià tranquillli visto che Giovanni era nel pieno dello svezzamento. Per l’occasione è venuto con noi anche lo Zio Manu che sicuramente ci ha dato una grossa mano con la logistica e il nostro primo viaggio in 4, che poi in realtà era a 5, si è rivelato davvero perfetto.

Quando abbiamo pensato a cosa vedere in città, abbiamo deciso di scegliere solo un paio di musei ma mai avrei pensato di tralasciare la casa di Anna Frank. Da piccola avevo letto il libro alle elementari, che ancora custodisco con cura, e anni fa, con i miei, avevo già visitato la sua casa museo, ma l’emozione che mi ha dato con i suoi scritti e la sua storia, purtroppo non a lieto fine, mi ha spinta a ritornarci con tutta la famiglia al completo.

Quindi avete letto bene, sono andata con due bimbi piccoli, a visitare la casa museo.

le mie riflessioni di oggi sono queste… non pensate che i vostri bimbi, seppur piccoli non ricordino o non capiscano ciò che andate a visitare. C’è sempre un modo per spiegare loro cosa state vedendo, cosa visitate e perchè è importante ricordare ciò che andate a scoprire in qualsiasi posto. Molto spesso sento genitori dire che non frequentano musei o mostre, perchè non è cosa da bambini, sicuramente ai loro bimbi non interessa e non starebbero “tranquilli” durante la visita. Ecco, mi permetto di dire, che i bimbi vanno educati al viaggio, vanno educati alla visita ad un museo, educati anche a cose diverse da giochi e giocattoli.
Ovviamente per ovvie ragioni d’età, tante cose non le si possono raccontare.. non riusciamo a capire noi ancora oggi il motivo di tali comportamenti, figuriamoci loro! Credo però che portarli possa aiutarli ad avere una visione più aperta, pronta, quando saranno più grandi ad aver voglia di approfondire e di capire.

Giulia ha seguito la visita con molto interesse, io per farla partecipe le commentavo le foto appese di Anna e della sua famiglia e le ho semplicemente spiegato che stavamo visitando la casa dove una volta viveva questa bimba. Giovanni per ovvie ragioni era nel marsupio sulle mie spalle ed è stato sempre tranquillo.

 

 
cameretta di Anna
la famosa libreria che dietro celava il passaggio segreto

 

lo scrittoio dove Anna scriveva

Le informazioni per la casa museo e per fare i biglietti online (che consiglio vivamente!) le trovate qui.

Se avete in programma una visita ad Amsterdam, oltre a tutte le altre meraviglie che offre questa città, perdete una mattinata a scoprire il mondo di Anna Frank, ne uscirete sicuramente più ricchi e più consapevoli di questo brutto capitolo della storia contemporanea.

Perchè solo in questa maniera si può ricordare e non commettere gli stessi errori – orrori del passato.

“A dispetto di tutto quanto credo ancora che la gente abbia davvero un buon cuore”  Anna Frank
Le foto sono state prese dal web in quanto all’interno era severamente vietato scattarle.

4 risposte a “La giornata della memoria”

  1. Per me la visita alla casa di Anna è stato un pugno nello stomaco, ho avuto la fortuna di vederla in solitaria, stava per chiudere quindi mi sono assaporata ogni spazio, ogni angolo… davvero interessante..

  2. Sogno fin da piccola di visitare la casa di Anna Frank! Spero di riuscirci quest'anno!

  3. Sono parti di un passato che ci appartiene e che fa ancora male. Hai toccato un argomento molto forte e sono davvero felice di aver potuto conoscere grazie a te le pietre d'inciampo che io non conoscevo. Brava!

  4. Vorrei visitare anche io la casa di Anna Frank, la sogno da sempre.

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