Marrakesh Experience – in viaggio con le amiche!

Inizio a scrivere questo articolo su Marrakesh con ancora gli occhi pieni dei colori visti, dei profumi e dei rumori che questa città ci ha svelato. Mentre scrivo, le mie mani corrono veloci sulla tastiera, quasi timorose di dimenticare qualche piccolo dettaglio che invece voglio assicurare a voi che mi leggete. La mia mano è ancora tatuata dall’hennè fatto dentro la Medina e in lontananza sento arrivare il
profumo dei fiori d’arancio grazie alle essenze che ho comprato nel souk e che ho sparso qua e la per casa.
Una cosa che mi ha insegnato questo viaggio è che i profumi sono tutto, sono l’impronta del viaggio e il ricordo non può che essere rievocato in questa maniera, cercando di ricreare quell’atmosfera tanto magica vissuta all’interno del nostro Riad e tra le strade della città.  Ma voi poi, ve le immaginate 5 donne in giro per Marrakesh?
Ebbene si, questo viaggio è stato molto diverso e forse non proprio family friendly come quelli a cui vi ho da sempre abituato, diverso  sotto molti aspetti. Ma andiamo per gradi.
Perché Marrakesh?
Una scelta dettata dal cuore, perché da anni sognavo di vederla e da parecchio era un pallino che divorava la mia curiosità. Era un po’ che tentavo di proporre questa meta a mio marito ma alla fine non eravamo ancora riusciti ad organizzare finchè non si è presentata la possibilità di fare un viaggio con le amiche e ho fatto la mia proposta. Che dire, è stata accolta all’unisono con tanto entusiasmo e in pochi giorni il gruppo si è formato e ho preso i biglietti, come sempre in largo anticipo.
Sono partita con quattro amiche, e sì, avete capito bene! Le mie compagne di viaggio sono amiche e colleghe. La mia testimone di nozze (che mi conosce ormai da quasi 30 anni), due colleghe con cui ho condiviso tanti uffici e un’amica grazie alla quale, nel lontano 2003, conobbi quello che poi divenne mio marito. Un gruppo molto assortito e variegato che prometteva bene già dalla chat whattsapp creata per l’evento, che per l’occasione presta anche il titolo a questo articolo: Marrakesh Experience.
Marrakesh con le amiche
Nel souk dei tessuti a Marrakesh
Dove abbiamo soggiornato a Marrakesh
Fondamentale e molto importante è stata la scelta del Riad dove alloggiare in questi 4 giorni. Ho voluto fortemente una struttura tipica all’interno della Medina, il quartiere più autentico di Marrakesh, vero e proprio dedalo di viuzze dove perdersi nella cultura del posto. All’interno della Medina (proprio per le viuzze strette) non circolano auto ma solo bici, carretti e tanti, ma tanti motorini.
Il Riad Le Coq Berbere Fou è un luogo magico dove il tempo si ferma letteralmente e si viene rapiti dall’incanto della struttura tipicamente araba e dalla bellezza dei particolari attentamente studiati in ogni angolo. I Riad sono strutture solitamente a più piani, chiusi verso l’esterno e sono strutturati intorno ad un giardino o cortile centrale dove una volta era presente una fonte d’acqua per gli animali e ai piani alti le camere di chi ci abitava. Con l’arrivo massivo del turismo, tanti sono stati trasformati in alberghi e al centro
ora la fonte d’acqua si è trasformata in piscina mantenendo simbolicamente il significato e creando un’atmosfera davvero speciale e aggiungo molto romantica.
Per noi è stato un punto d’appoggio dove ci siamo sentiti coccolati e a nostro agio, come a casa. Hassan tuttofare ci ha dato tutte le informazioni per visitare la città, risposto a tutte le nostre mille domande, oltre che molto simpatico e sempre presente. La colazione servita in terrazza ci ha fatto innamorare della città dall’alto. Mentre vi scrivo ho ancora davanti agli occhi il panorama dei tetti della città, la mattina con le prime luci del sole,  e la sera quando in terrazza ci si fermava a chiacchierare fino a tardi, sotto le stelle.

Riad le Coq Berbere Fou

Riad le Coq Berbere Fou
La meraviglia del nostro Riad
Pace e Relax nel Riad Le Coq Berbere Fou
Cosa abbiamo fatto durante i nostri 3 gg a Marrakesh?
Imperativo del nostro viaggio era in primis goderci la città, cercare di catturare più sfumature possibili, visitare ma soprattutto cercare di coglierne l’essenza e non fare solo cose espressamente turistiche.
Ci siamo riuscite? In parte si! Ovviamente in tre gg non possiamo avere la convinzione di aver conosciuto al meglio la città, ma ci siamo impegnate alla grande. Qui vi riporto le nostre esperienze in città e cosa a mio avviso non dovete perdervi.

1.Visitare la città con una guida locale

Marrakesh non è enorme, soggiornare nella Medina vi darà la possibilità di trovarvi nel punto più centrale e obiettivamente è molto semplice da girare (anche se vi perderete più volte e penserete di aver perso il vostro senso dell’orientamento). Ma sapete qual è il vero motivo? Marrakesh è una città in continuo movimento, sempre. Quella che al mattino vedete come una semplice piazza con poca gente e qualche timida bancarella, man mano che passano le ore si trasformerà sempre, con persone, banchi, carretti, ambulanti e chi ne ha più ne metta, fino ad esplodere nel caos e nel disordine serale. Non pensate di prendere come punti di riferimento alcune bancarelle o altro, perchè non riuscirete a venirne fuori, davvero.
Sicuramente avere una guida con voi vi aiuterà a destreggiarvi tra le vie ma soprattutto avrete modo di capire tanti aspetti della cultura e della vita quotidiana che sicuramente non leggerete in una guida cartacea. Meriem, la nostra guida è stata fantastica.
L’ho conosciuta tramite facebook in un gruppo di viaggiatori ed è stata subito gentilissima.
Meriem è una ragazza marocchina ma parla un ottimo italiano poiché ha vissuto in Italia per parecchi anni e ora è una guida ufficiale turistica. Contattatela e vedrete che sarà molto preziosa.  Noi abbiamo con lei visitato il Palazzo di Bahia e le Tombe Saudite. Ci siamo fatte una bella passeggiata e tante risate.
Con Meriem in giro per Marrakesh

Visita guidata Marrakesh
Con Meriem

2. Passeggiare nei vicoli della Medina e provare a destreggiarsi nell’arte della contrattazione 

Tra i vicoli stretti della Medina sono sicura che vi perderete. Verrete rapiti dall’irrefrenabile voglia di acquistare artigianato locale, tappeti, the verde, olio di argan, pashmine, teiere, servizi da te e tanto altro. Vi sembrerà tutto indispensabile e finirete come noi 5, che alla fine abbiamo dovuto imbarcare un bagaglio in più perchè sforavamo con i kg!

L’aspetto più divertente di questo shopping sfrenato (che finalmente ci siamo godute senza bimbi) è stata l’arte della contrattazione!!

Avevo letto tanto su questo aspetto della cultura araba e anche la nostra Meriem ce l’aveva confermato: contrattare è la base per comprare in Marocco, a meno che non ci siano i prezzi esposti, sia chiaro. Ogni bancarella quindi espone la merce non segnalando i prezzi, contrattando, si può arrivare fino a pagare la metà del prezzo originale. Una delle poche regole non scritte sta nel fatto di non scendere più del 50% e soprattutto di farlo con lo spirito giusto! divertendosi si riescono a fare buoni acquisti e molte risate! Tra i nostri ricordi più simpatici, l’incontro con il ragazzo dove abbiamo acquistato le ciabattine e l’acquisto della mia teiera, dove il ragazzo in questione stava imparando l’italiano e ci ha fatto morire dal ridere.

Colori del Souk di Marrakesh
Colori del Souk di Marrakesh
Souk di Marrakesh
Souk di Marrakesh
Nel souk a contrattare!

 

 

 

3 – Assaggiare cibo tipico

A Marrakesh abbiamo mangiato molto bene e con poco. Un pranzo/cena non superava mai i 15 euro. Assolutamente di provare è Chez Lamine, in piazza Jamaa el Fna. Ristorante tipico, dove non solo i turisti vanno a gustare i suoi piatti a base di carne.

Prendete una spremuta di frutta fresca nelle bancarelle. Con un euro potete scegliere la frutta che volete e gustarla mentre passeggiate per la città: melograno, mango e tutta la frutta che volete, gustosissima!

Andate a cena una sera in piazza Jamaa el Fna, alle bancarelle. La sera, la piazza si trasforma e verrete inondati di profumi, odori e gusti vari dove troverete street food tipico e potrete mangiare nei vari chioschi fino a tardi. Assaggiate il tajine di pollo e prugne!

Non perdetevi l’immancabile the alla menta, che vi verrà offerto in quantità industriale almeno 3/4 volte al giorno e inizierete ad esserne dipendenti anche voi tanto da chiederlo al posto del caffè.

Uno dei momenti che più mi rimarranno nel cuore però è legato ad un pranzo a base di cous cous. Un pranzo cucinato con il cuore da persone che io non conoscevo affatto e che sapendo che mi sarebbe piaciuto assaggiarlo, si sono offerte di prepararlo. Un grazie di cuore va a loro, perchè ci hanno fatto sentire a casa, abbiamo passato un bel momento e abbiamo gustato un ottimo cous cous accompagnato secondo la tradizione da un bicchiere di Kefir (strano accostamento per noi ma direi ottimo!). Mi sono emozionata, davvero! Custodirò questo tra i miei ricordi più preziosi di questo viaggio.

Chi prende un The alla menta con noi?
Colazione al Riad Le Coq Berbere Fou
Le nostre colazioni spettacolari
Cous Cous a Marrakesh
Cous Cous

 

Spremute di frutta fresca

 

Tajine di agnello

4– Fare un tatuaggio all’hennè

Un’esperienza da provare.  Affascinante e tipicamente femminile questa tradizione araba prevede di tatuarsi con la tintura naturale di hennè, solitamente estratte dalle foglie essiccate della pianta omonima. Le donne arabe si tatuano per cerimonie nuziali e per altre celebrazioni. In piazza  Jemaa el-Fna troverete tante donne che fanno questi tatuaggi, ma fate attenzione poichè è importante utilizzare solo hennè naturale e non quello “nero” perchè potrebbe contenere tinture sintetiche che possono provocare irritazioni. Noi ci siamo tatuate al Henna Art Cafè. In pochi minuti abbiamo scelto il disegno che volevamo e, a mano, con una precisione assoluta è stato creato il tatuaggio. Una volta asciutto, viene passata una soluzione di limone e zucchero per fissare il colore.

Va lasciato poi in posa almeno 5/6 ore e poi va tolta la crosticina che si crea e rimane il disegno ormai in colore aranciato. Dura un paio di settimane, ma ricordate, se volete che prenda meglio il colore, tatuatevi sul dorso della mano e sui palmi!

I nostri tatuaggi all’hennè

 

5 – Provare l’esperienza dell’hammam (con le amiche poi è il massimo!!)

Che dire. Erano anni che non andavo a fare un hammam con relativo massaggio rilassante in piena tranquillità. Ci siamo fatte un regalo e ci siamo affidate ad un Hammam in pieno centro della Medina: ISIS spa Marrakesh.

Quello che mi ha colpito, come per il nostro Riad, è come appena entrati dal portone, lasciato alle spalle la confusione, il caos e il rumore tra i vicoli della Medina, si possa celare un’ oasi di pace e tranquillità in netto contrasto con ciò che c’è fuori. Lasciati i nostri vestiti e indossato costume e accappatoio e ciabattine ci siamo trovate all’interno dell’hammam vero e proprio. Diverso da come me lo immaginavo in realtà, una stanza piena di vapore, dove sono entrate con noi altre tre donne che ci hanno in poche parole lavato dalla testa ai piedi. Scrub corpo molto vigoroso!! si esce con una pelle liscissima! Finita questa prima parte ci siamo accomodate per fare un massaggio rilassante, che ci ha rigenerate e messe a nuovo. Lo consiglio assolutamente, prendetevi una pausa di un paio d’ore e provate anche voi questa esperienza e mi direte.

Selfie pre – hammam

 

Isis Spa Marrakesh
Tempo di Relax

 

6- Visitare Jardin majorelle e museo YSL

Tappa imperdibile. I colori del giardino sono quasi un marchio per la città e vanno assolutamente visitati. Con il biglietto cumulativo potrete visitare il giardino bootanico, il museo berbero e la parte dedicata allo stilista Yves Saint Laurent.

Jacques Majorelle era un pittore francese, che si innamorò di Marrakesh e decise di stabilirsi nella Medina.Comprò un palmeto e lì vi costruì la sua abitazione in stile moresco e a piano terra creò il suo studio di pittura. Nel 1937 creò lui il blu Majorelle, il blu acceso con cui dipinse la villa e il giardino. Dopo la sua morte, lo stilista Yves Saint Laurent scoprì il giardino e ne rimase incantato, tanto da acquistare tutta la struttura e andarci a vivere con il proprio compagno. Le ceneri dello stilista sono poi state deposte in un memoriale all’interno del giardino.

 

Blu Majorelle
Giardini Majorelle

 

 

In definitiva, per tutti quelli che hanno arricciato il naso quando ho detto loro che partivo per Marrakesh voglio dirvi che è una città sicura e tranquilla. Spesso ho sentito molti pregiudizi che non mi sono piaciuti, anche perchè non sopporto chi giudica prima di visitare il posto. Ho trovato una città pulita e un popolo molto molto accogliente. Sicuramente in alcuni punti molto caotica ma anche estremamente affascinante e dai colori accecanti. Me la immaginavo proprio così, colorata, allegra e caotica!  A mio avviso tanto fa come ci approcciamo ai viaggi, essere aperti e empatici con chi incontri è tutto.

Se riuscite, cercate di vivere al meglio la vita della città mangiate in piazza ma anche nei posti meno turistici, potete pagare quasi ovunque in euro, ma per cambiare i soldi in moneta locale andate da CHEZ ALI, in piazza Jamaa el Fna, perchè non applica tassi. Quasi ovunque troverete chi capisce la lingua italiana quindi non abbiate remore, Marrakesh è una città affascinante e che ti rapisce con i suoi ritmi. Lasciatevi trasportare! Parlate con la gente del posto, assaggiate il cibo locale e mescolatevi alle persone nei vari souk che incontrate.

Un grazie di cuore va alle mie compagne di viaggio che l’hanno reso ancora più speciale. Ogni tanto staccare la spina e stare con gli amici serve, aiuta a ricaricare le pile e ci fa stare bene!

 

Scorci di Marrakesh
Scorci di Marrakesh
Colori accesi a Marrakesh

 

 

 

 

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